Di pace, disarmo, e di poesia

“La creatura che fu bella”, dal titolo quasi nostalgico per quanto fu perduto all’improvviso. L’alternanza tra visioni tragiche, esposizioni rigorose del cosa fare e del perché agire con urgenza, e note in versi del dolore, dell’orrore, della perdita, da chi è sopravvissuto al passato olocausto.

Perché il 29 agosto? Perché – seppure in sordina – orrori e dolori si sono ancora accumulati negli anni: ed è stato opportuno riflettere, ricordare e suggerire le possibili speranze, nella data cui cade la Giornata internazionale contro i test nucleari...

Qui sotto il video dell’incontro:

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