Io sto con l’imam

C’era da aspettarselo. Le pesanti critiche della Lega al cardinale Tettamanzi, arcivescovo di Milano, non stupiscono più di tanto, ma semmai, amareggiano. “Ma è un vescovo o un imam?” titola La Padania in risposta al suo “discorso alla città” in cui levava l’indice su amministratori e istituzioni non più favorevoli all’accoglienza ma alla repressione.

Certo arrivano tempi duri anche per la Chiesa, almeno per quella parte di Chiesa che maggiormente agisce secondo la genuinità del messaggio di Cristo. Che non si formalizza su aspetti esteriori, quali che siano, ma va al sodo, al concreto di un amore universale che non guarda alla razza né alla provenienza, né tantomeno all’italianità o meno delle persone. La cui “tradizione” risale non ai tempi della Padania ma a quelli ben più remoti delle vicende di quella Palestina lontana, con un Cristo errante, anticonformista, vagabondo senza un tetto su cui posare il capo…

Ecco: in fondo, è questa la Chiesa che preferisco. Anche – e soprattutto – se diventa una Chiesa perseguitata, anziché una Chiesa del potere.

Io sto con “l’imam”. E voi?

Nota: Leggi anche il comunicato stampa Pax Christi Italia esprime solidarietà al card. Tettamanzi

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