Ritornati!

E’ finita la scampagnata – alla fin fine potrei con un sorriso chiamarla così – la missione di pace che la delegazione italiana dei “Sindaci per la pace” ha intrapreso nel Kurdistan iracheno. Dieci giorni (11 se vogliamo contare anche il pernotto al ritorno a Francoforte) veramente intensi e ricchi di iniziative ed emozioni.
Eravamo stati invitati dal sindaco di Halabija, la “famosa” cittadina curda al confine con l’Iran che fu “gasata” da Saddam nel 1988, per le celebrazioni dell’anniversario della strage; ma oltre a questo abbiamo avuto incontri diplomatici ad altissimo livello, col Presidente del Parlamento, con ministri, con il rettore dell’università di Suleymanya, perfino con la moglie del presidente iracheno Talabani…
Una delegazione fatta di persone però; e di rappresentanti dei cittadini che molto propriamente si chiamano “Società Civile”. E non poteva mancare allora la “full immersion” tra la gente, i sorrisi, gli ammiccamenti, addirittura una partita di calcio nel giorno del Newroz… come pure gli stessi incontri con le personalità politiche mirati all’attivazione di progetti umanitari.
Siamo ritornati più arricchiti di esperienza, di umanità, di immagini, di colori, di certezze.
Una di queste è che le differenze nella lingua, nei costumi o nella cultura, son cose relative e non ostacoli, se c’è alla base il desiderio di vicinanza e di amicizia.

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