A un giro di boa

Come si dice, eccomi arrivato a un giro di boa. Sto per lasciare il mondo del lavoro – quello “tradizionale”, quello insomma dove bene o male ti arrivano dei quattrini in tasca – per arrivare a nuovi spazi, spazi aperti su cui poggiare o approfondire impegni forse più pertinenti allo spirito di volontariato che ancora rimane.

E magari anche per scrollarmi di dosso quella specie di pigrizia spesso generata dalla stanchezza interiore dovuta a mansioni non più incanalate sui binari delle mie antiche aspirazioni e competenze. Forse adesso respirerò più sano…

A quarant’anni dall’inizio della mia vita lavorativa, ripropongo quanto scrissi molti anni fa, a memoria delle vicende che mi portarono alla svolta, da studente già appassionato di tecnologia, a pioniere – in un certo senso – delle apparecchiature e del software per microprocessori.

Buona lettura!

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