E’ difficile aggrapparsi al razionale, in questi giorni convulsi dove urlano le sirene e si aggrovigliano eventi e memoria. Quasi stavo per ricordare in questo blog l’anniversario del primo test nucleare con la bomba all’idrogeno di settant’anni fa sulle isole del Pacifico – il Nuclear Free and Independent Pacific Day commemorato dal movimento pacifista Aotearoa – ma la coincidenza con l’attacco all’Iran di Stati Uniti e Israele fa sobbalzare di nuovo il mio spirito. Intrecciando pure nella mente il mio viaggio del 2006 nel Kurdistan iracheno – anche qua ero per riportare ricordi dell’esperienza di quei giorni – con le Bad News degli attacchi di rappresaglia anche sulla base americana e sull’aeroporto di Erbil.

Cambiano e si modellano in continuazione confini e poteri sui territori del mondo. Nulla è per sempre, e spesso il nuovo è forgiato dalla sofferenza e la distruzione di ciò che era, e con l’incognita di ciò che sarà.
Anche gli imperi crollano. E quell’impero che adesso bombarda (e nell’escalation, fa bombardare mezzo mondo…) potrebbe avere, come si suol dire, i giorni contati. Se ritorno nel razionale, sono diversi i commenti che ritrovo a questo proposito, di autori molto più quotati di me 🙂 che danno spiegazione proprio a questa verità.
Fine dell’ordine mondiale, ad esempio; l’ultimo editoriale che leggo da PeaceLink in cui Raniero La Valle (molto anziano ora ma, vedo, sempre attivo nello scritto e nel pensiero) si sofferma, mostrando il cambiamento in corso, da quello che era un potere ingiusto ma tutto sommato reale, economico e politico ma che tuttavia “obbediva a una prassi condivisa in quanto, si trattasse di democrazie o autocrazie, era pur sempre risultante da un rapporto tra governi e Stati di cui si poteva supporre ancora una certa ragione, fosse pure la ragion di Stato” alla presente crescente anarchia governata dalla legge del più forte.
E ancora: La fine dell’impero americano. Le alternative per un nuovo ordine mondiale da una conferenza di Johan Galtung. E ancora, sempre da Galtung: Nessun impero dura per sempre. Verso un nuovo ordine mondiale?
Certo. Sembra che io ce l’abbia solo con gli Stati Uniti… ma, come nel passato spesso mi soffermavo, sembra essere lo stesso pianeta a volersi scrollare di dosso quello che da qualche secolo lo va corrodendo… Quel tumore, quella malattia, che – orgogliosamente e con l’illusione cieca da padroni del mondo – noi chiamiamo… umanità.
