Il 25? in fondo a sinistra

Ma svoltando a destra c’è il buio…

Da Mauro Biani (fonte: www.maurobiani.it)

E’ deformazione mentale, deformazione culturale? Segno di questi tempi bui? Ma sì, mettiamola a sinistra, anzi in fondo a sinistra, questa celebrazione del 25 aprile. Ed ecco qui relegata la memoria di quanti lottarono e morirono per liberare l’Italia dal nazifascismo. Ecco l’etichetta di “comunismo” a chi, per amore della giustizia e della verità, non si può allineare (e come?) con il pensiero dei nuovi poteri nel nostro Bel Paese.

Mi sovviene la memoria di come la stessa etichetta venisse attaccata, nei paesi dell’America Latina, anche a chi comunista non era; anche a sacerdoti con la missione e la volontà di essere vicini agli ultimi, vicini al popolo. E come pure – sebbene spesso con altro nome – in tanti altri Paesi disseminati qua e là nel nostro pianeta, che fan sembrare la nostra quasi un’oasi di libertà.

Teniamocela però stretta, eh! Teniamo il ricordo, segniamo nelle nostre agende personali date e racconti e memoria del passato tragico.

E la memoria del 25, non va lì buttata a sinistra. Non è retorica noiosa da far passare a mò di festa o di “derby” tra fazioni del politicamente nostrano. E sì, è da coltivare come un fiore.

Come la preziosa matita dell’amico Mauro Biani ha saputo oggi svelare, riempire di colori e di speranza.

Coltiviamo questo seme di libertà, diamogli acqua e concime. Anche in questi tempi di buio e di siccità.


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