Anche a Firenze la Marcia per la pace

Pace in tutte le terre! Sì, non è solo Capodanno il 1° gennaio: poiché 53 anni fa al primo ingresso dell’anno nuovo venne istituita da Papa Paolo VI la Giornata Mondiale della Pace.

E dalla Comunità di Sant’Egidio arriva l’invito a partecipare in tante città: “Pace in tutte le terre”, l’appello che Papa Francesco rivolge a tutti in questo primo scorcio di anno nuovo.


Una marcia insieme. Un appello fatto eco da tanti di noi. Un cammino di solidarietà che ha visto anche a Firenze lo snodarsi di un corteo multicolore attraverso le strade del centro. Questo video testimonia i suoi momenti.

Buona visione!


Dal canale YouTube di Vatican News: Il video dell’Angelus del Papa


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E se…

Non è certo facile trovare l’atmosfera vera all’arrivo di questo Natale, che sia la nascita di Cristo o la “rinascita” della stagione e del tempo oltre il Solstizio d’inverno, non importa. E a prescindere dalla distorsione del suo significato, negli anni sempre più regalando il suo spazio al potere del denaro e agli obblighi del consumo.

Perché ancor più del passato ecco l’incertezza nel nostro vivere. Consapevolezze che cominciano a scaturire anche nel pensiero di chi non era ancora vigile all’ascolto delle vicende del mondo.

Cambiamento climatico, certo.Voci dalle moltitudini delle nuove generazioni, e dalle certezze allarmate di chi a lungo ha studiato flussi e malesseri dell’aria che respiriamo. Ma di sicuro meno avvertite, anche vicende ed eventi che dalla politica del mondo vanno aggiungendo nel cuore, ancora, incertezze e paure. La vita del pianeta appesa ad un filo.

Ché se dal clima impazzito – forse non più imbrigliabili i suoi effetti – l’umano via via potrà adeguarsi, altri eventi e catastrofi del prossimo futuro ancor più renderanno quasi impossibile la rinascita nel pianeta. L’urgenza qui diventa indispensabile.

E se…

Se si ascoltasse l’allarme che da anni – ma che dico, decenni – da diverse parti va arrivando? Se si leggessero le cifre dell’olocausto che le migliaia di ordigni, sì dell’atomica adesso io parlo, andrebbero a contare? Non parlo solo di guerre ipotizzate o addirittura desiderate da poveri leader dalla vista corta e la saggezza sconosciuta. Ché anche dal gioco di dadi di tecnologie incerte potrebbe arrivare la sorpresa.

Se la voce dei saggi, dei governi consapevoli (e nel mondo, sì, ce ne sono stati), delle Nazioni Unite ospitanti discussione e approvazione del desiderato Trattato, venisse ascoltata e concretizzata, governi dubbiosi e Stati nucleari. Se la consapevolezza e l’allarme venissero sempre più avvertiti. Sì, un’utopia da realizzare, e qua un pianeta che attende – miliardi gli umani e le vite pur animali o vegetali, armonia della Creazione in un remoto angolo dell’Universo, ma in un forse di assoluta disgregazione.

Se i falsi leader del mondo, illusi di potere e poveri di realtà, tornassero nella terra della ragione… riuniti insieme alle moltitudini di esseri dalla vita reale.

Ecco il regalo natalizio che vorrei. Un’utopia da realizzare, sì. Aiutatemi, aiutateci tutti, al suo concreto sorgere.

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E ancora, sperare

Uscite dai bunker
E guardate il sole
che illumina
l’est e l’ovest
Il nord e il sud.

E la vita è semplice
E’ semplice il sorriso
E il potere e l’ombra
Ciottoli dispersi nel mare

Il grande e il più piccolo
Sole di saggezza
Entrasse nelle menti
Scalfisse i forti muri
Di diffidenza e paura.

Noi attendiamo
Ancora
Calma e quieta
Condivisione


Di abbracci
Di storie vissute
Il grande e il più piccolo
Pace

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Ma chi sanziona i trasgressori?

Ecco il dubbio che mi assale…

E’ possibile che potrebbe mancare anche poco (un anno? due anni?) all’entrata in vigore del TPNW, il Trattato per la proibizione delle armi nucleari: a tutt’oggi sono 79 gli Stati firmatari e 33 le ratifiche. E se si conteggiano anche gli Stati il cui processo di ratifica è tuttora in corso, ecco che il traguardo per il raggiungimento delle 50 adesioni non è più un’utopia.

Il Trattato riempie un vuoto giuridico nella messa al bando delle armi di distruzione di massa: l’arma nucleare essendo l’unica a non essere soggetta a un divieto come già sancito per le armi chimiche e batteriologiche e nonostante le conseguenze catastrofiche, globali e permanenti che il suo uso provocherebbe.

Ecco, si colma così lo strumento legislativo. Ma chi controlla poi, chi “punisce i trasgressori”? Gli Osservatori dell’ONU? L’IAEA? Ché se già tantissime volte sono state e sono calpestate le norme del Diritto Internazionale, viene da chiedersi se e come il Nuclear Ban possa venire applicato nei confronti degli Stati detentori dell’arma atomica (e il cui uso viene più volte minacciato).

Ecco il dubbio che mi assale… qualcuno è in grado di risolverlo? Forse ci vorrebbe – al di sopra dei Trattati – anche un’esplosione (questa sì benefica) di buonsenso globale… e che il suo soffio possa trapelare anche attraverso le sale e i bunker dei Grandi e dei Generali di stolta illusione. Ma questa sì è forse un’utopia – o meglio, chissà… forse terreno della poesia…

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