By delbia on gen 1, 1970 in VARI | Comments Off
Lampi, tuoni, fulmini e saette…

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By delbia on feb 3, 2010 in Peacelink telematica per la pace, Politica & Sociale | 0 Comments
Un appello. Con urgenza. Chi può, si dia da fare.
E non si creda che stiamo esagerando - ché, come oramai da tempo siamo abituati a vedere, la stessa libertà di espressione rischia ancora una volta di veder limati altri aspetti della sua poliedrica realtà.
Parlo ancora di quanto pochi giorni fa avevo iniziato a dar notizia. E aggiungendo adesso il link a un editoriale apparso oggi nel sito di Peacelink. Un articolo ben fatto, una FAQ sui perché e i percome della nuova mobilitazione richiesta in Rete, già avviato tam-tam tra gli attori (anche sconosciuti) di ciò che il Web 2.0 offre ad arricchimento delle risorse culturali e sociali del nostro mondo.
Risorse ahimé adesso a rischio di controllo preventivo, con la scusa, banalmente, di verifica sui diritti d’autore…
Web sotto tutela? No grazie!
Passa parola…
By delbia on gen 26, 2010 in Articoli, Politica & Sociale | 0 Comments
Ho apprezzato molto l’articolo che l’onorevole Sandra Zampa ha scritto su “L’Unità” del 16 gennaio e poi riportato nel suo sito web.
E’ un commento sulla candidatura che il PD ha scelto per le elezioni regionali nel Lazio e che ha generato, com’era da aspettarsi, discussioni all’interno del partito. Certo Emma Bonino viene dai Radicali, e “laica” com’è avrà fatto storcere il naso a diversi esponenti “cattolici” del PD. Ma Sandra non ne fa un problema, anzi: pur lei stessa proveniente da esperienze “cattoliche” che hanno forgiato in lei un’impronta e una vocazione al servizio (è allora interessante leggere un po’ della sua storia…), e anzi proprio per questo motivo (e riportando note di una cronaca recente qual’è stata la vicenda della “caccia all’uomo” contro gli immigrati di Rosarno) non esita ad affermare idee tutto sommato lapalissiane ma che nella mente di molti, appunto, stonano non poco. “Sono convinta che la definizione “cattolico” debba scomparire nella gestione della cosa pubblica. Credo che il servizio del bene comune sia una straordinaria opportunità per un cattolico che fa politica. Non c’è un bene comune “cattolico” e un bene comune di altri. A me l’hanno spiegata così l’evangelica espressione che ci invita «a dare a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio». A me hanno insegnato che la politica è forma di carità.”. E ancora: “La Bonino può essere annoverata tra i politici che si mettono al servizio del bene comune. Anche se Radicale. A lei e al suo partito dobbiamo dire che nessun laicismo può essere tollerato perché ferirebbe le ragioni di altri. Ma la piena assolvenza dei doveri che la responsabilità di governo porta con sé e la dedizione alle ragioni del bene comune dovrebbe garantirci tutti: cattolici e non cattolici.”
Pure io credo in questo. Specie se il termine “cattolico” diventa scudo e arma per contrapposizioni controproducenti all’interno degli stessi partiti. La politica dev’essere sempre un servizio “per”, e le dispute ideologiche andrebbero lasciate dietro di noi, magari confinandole ai libri di storia della nostra Repubblica.
Soprattutto adesso, in un’epoca dove sempre di più il “nemico” da combattere ha i connotati del potere economico sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini.
— o — o — o —
… E sulla scelta di Vendola candidato in Puglia? “Non ci sono più le mezze stagioni. Meno male”. Un breve articolo dall’amica Nadia Redoglia sul sito Articolo 21.
Buona lettura!
By delbia on gen 17, 2010 in Politica & Sociale | 0 Comments
Lui (sì lui, Paolo Attivissimo) sta a Lugano, e non ha niente da temere
Io sto (ancora?) in Italia, e allora mi limito a suggerire il link
Però un commentino, dai, lasciatemelo postare! Ché di questo passo perfino l’innocuo Delbia Multimedia potrebbe finir per chiudere. O no?
Insomma, la storia non la sanno ancora tutti anche se già qualche giorno fa alcuni siti giornalistici o specializzati ne avevano dato un assaggio. Sembra che il progetto di legge da poco in discussione - quello di cui il mese scorso si parlò per via dello “scherzo a SKY” o meglio della disparità di trattamento per IVA e altro, tra le reti video terrestri e quelle satellitari - includerebbe una sezione dedicata alla comunicazione in Internet, imponendo a chi invia immagini o trasmette video in streaming, anche da propri siti web, una normativa equiparata alle emittenti televisive commerciali.
Sembra tutto molto simile a quanto si temette una decina di anni fa, con il progetto di legge Anedda (mai convertito in legge per la caduta dell’allora governo e le nuove elezioni) e con la successiva legge sull’editoria - a cui poi vennero date precisazioni e diversificazioni tra siti informativi e blog (vedi qui per approfondire). Vivremo un altro momento critico della nostra vita di volontari dell’informazione, su cui occorrerà di nuovo mantenersi attenti?
Il nostro Paolo Attivissimo, allora; che sul suo sito “Il Disinformatico“ non lesina critiche e… pernacchie virtuali agli estensori di tale disegno legislativo. Rigettando però l’accusa facile di attentato alla libertà di espressione gridato da esponenti dell’opposizione e ponendo invece la questione in modo molto più semplice, sottolineando cioé l’ignoranza sicura dei legislatori per quanto riguarda le “cose della Rete”…
Il mio pensiero? Basterebbe che fosse veramente applicato, e pensato costantemente nell’intimo di chiunque abbia a che fare con la cosa pubblica e i rapporti tra i cittadini, quanto il solito articolo 21 della Costituzione ci rammenta. Ché a prescindere dalla conoscenza o meno dei meccanismi già da tempo rodati del social networking e dell’espressione in Rete (e non si può pretendere che tutti i parlamentari siano avvezzi a tali nuovi mezzi di comunicazione) la libertà di opinione con ogni mezzo è un bene pubblico che va assolutamente salvaguardato. O no?