… o forse è ancora possibile sperare?

Tre anni sono passati dall’approvazione alle Nazioni Unite del Trattato per la messa al bando delle armi nucleari (TPNW, Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons) e sembra che le ratifiche stiano avanzando a velocità sostenuta. L’ultima firma, dal governo delle Isole Fiji, ha fatto calare a 11 il numero di Stati ancora necessari per l’entrata in vigore del Trattato ai sensi del Diritto Internazionale.

Una dichiarazione importante e significativa viene dal Ministero delle Relazioni Estere della Repubblica del Costa Rica, che fu una delle prime Nazioni ad aderire e ratificare il Trattato.

“Tutti i paesi che l’hanno ratificato hanno l’obbligo legale di incoraggiare gli Stati non ancora facenti parte, a firmare, ratificare, accettare, approvare o aderire ad esso, con l’obiettivo di raggiungere l’adesione universale. Ad oggi, 81 Paesi hanno firmato e 39 hanno ratificato lo strumento.” “Il Trattato è stato concepito per prevenire le catastrofiche conseguenze umanitarie che deriverebbero da qualsiasi uso di armi nucleari e rappresenta la volontà irremovibile della maggioranza dei popoli del mondo, di evitare il ripetersi dell’uso di queste armi, compresa la loro detonazione accidentale, errori di calcolo o progettazione. “

E la dichiarazione prosegue:

“Il fermo impegno del Costa Rica per il disarmo deriva, ma trascende, da una visione etica e umanistica. È il prodotto della propria esperienza storica e della conferma dell’impatto che un Paese ha optato per la smilitarizzazione. Certamente, con l’abolizione dell’esercito, in Costa Rica lo Stato ha disposto un incremento nella destinazione delle risorse in investimenti nell’istruzione, sanità e infrastrutture: i risultati di questo cambiamento della politica pubblica hanno generato una rapida trasformazione di tutti gli indicatori di sviluppo della società costaricana. È un chiaro esempio dei vantaggi di un sistema di sicurezza basato sullo sviluppo delle persone e delle capacità dello Stato.”

Ricordo che il Trattato è stato negoziato sotto la stessa presidenza del Costa Rica, su mandato dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la Risoluzione 71/258 del 23 dicembre 2016. Al raggiungimento di almeno 50 firme di ratifica esso diventerà giuridicamente vincolante e sancirà la proibizione nel possesso, nell’uso e la minaccia dell’impiego delle armi nucleari. Un processo già raggiunto per le altre “Armi di distruzione di massa” batteriologiche e chimiche.

“Oggi più che mai è evidente che l’umanità deve ribaltarsi nel modo in cui alloca le sue scarse risorse. La pandemia di COVID-19 ha messo in luce la fragilità dei modelli di sviluppo e la necessità urgente di dedicare risorse al raggiungimento dell’Agenda di sviluppo delle Nazioni Unite per il 2030, riprendendosi dall’impatto della pandemia e affrontando l’altra grande sfida esistenziale dell’umanità, che è il cambiamento climatico. Il trattato sul divieto delle armi nucleari è una pietra miliare che prevede una riconcettualizzazione delle armi nucleari nella politica internazionale, le delegittima come strumento di sicurezza nel 21 ° secolo e colma un vuoto nel diritto internazionale, identificato dal parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 1996. Detto questo, è urgente che tutti, dai governi, dal mondo accademico e della società civile, contribuiscano alla sua rapida entrata in vigore.”


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A meno dodici, però…

Mi credete che il mio entusiasmo (beh, diciamo, il mio pacato ottimismo) questa volta non si è fatto vedere dopo questa notizia positiva? Già nel passato post la mia convinzione aveva tentennato un po’…

Al Trattato per la proibizione delle armi nucleari un altro arrivo: anche il Lesotho, piccolo Stato nell’Africa del Sud ha adesso firmato. Sono già 38 gli Stati aderenti, nella sua corsa al traguardo dello status di legge ai sensi del Diritto Internazionale. A meno dodici, però…

… Un pacato ottimismo dicevo? Ma sempre si affaccia un dubbio sull’efficacia del Trattato all’incontro con la realtà: a mettere i bastoni tra le ruote, chissà, potrà essere quel tal ben conosciuto presidente dalla scarsa saggezza e futile arroganza; quante volte aveva immaginato ad esempio dolori e sanzioni alle Nazioni Unite?

E nel mondo dei piccoli grandi dominatori, non solo Trump…

Eppure la speranza, anche se affievolita, esita ancora a capitolare.

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Da festeggiare. Forse sì ma forse no

La pandemia distrae.

Non c’è dubbio che gli occhi del mondo sono fissi da qualche mese sull’immagine ingrandita, a mò di mostricciatolo dei cartoons, del virus assassino. Ma non c’è dubbio che la tragedia globale di adesso ha sempre da condividere il suo ruolo con altre tragedie già da tempo presenti. La siccità. Le alluvioni. L’ecologia in frantumi. E poi…

La notizia in positivo mi arriva come di consueto dal tam-tam quotidiano dei messaggi nella lista ICAN. Il TPNW, il Trattato per la proibizione delle armi nucleari, ha trovato adesso un altro impegnativo firmatario.

Il Belize, appunto. Piccolo Stato nei Caraibi che va ad aggiungersi alla schiera delle ratifiche già avvenute da parte delle altre nazioni dell’arcipelago. Piccolo certo, ma come scrissi tempo fa, “anche i piccoli contano” nell’elenco che arriverà a rendere giuridicamente valido il Trattato… siamo a -13!

C’è allora da festeggiare? Forse sì ma forse no. Ché questo evento in positivo trova ahimè contrasto con quelle last news giunte in contemporanea e che portano ancora al ribasso le gocce di speranza di noi preoccupati umani.

E allora elenchiamole, le assurde decisioni che arrivano o che sono arrivate per bocca del Presidente di quella potente Nazione che pure un tempo si disse democratica. Trump dixit.

  • E allora fuori dal Trattato INF, quello che portò al ribasso il rischio di conflitti nucleari in Europa – Reagan con Gorbachev, presidenti potenti sì ma in quel momento anche saggi, affermare che la guerra nucleare non può essere vinta e non va nemmeno combattuta.
  • E adesso fuori dagli Accordi Open Skies, quelli che permettono il controllo dall’alto delle postazioni militari delle altre Nazioni allo scopo di assicurare l’assenza di possibili minacce.
  • E c’è pure una promessa: il Trattato START che non verrà rinnovato, anche se questo potrà pure dipendere dalla possibile rielezione del Presidente.

Non solo Trump però; ché sarà magari un vizio dei Nuclear States la violazione degli accordi, l’indifferenza agli stessi, l’impossibilità di capire quel che i popoli del mondo di fuori necessitano? Di questo è sicuro: troppo importanti, deterrenti, rassicuranti sono le Bombe.

Noi intanto qua, cittadini di quel mondo di fuori così ignorato. In un’altalena di speranza e delusione – e a volte disperazione.

Ché la festa ancora è da venire.

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Web TV downgrade

Dopo un lungo utilizzo, e vista la frequenza ormai sporadica dei loro aggiornamenti, sto decidendo di togliere alcuni canali dalla Web TV.

Resterà sempre attivo lo storico Delbia One, che adesso conterrà anche ulteriori clip finora visualizzati nel secondo canale Delbia Two.

Sorry…


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