A un giro di boa

Come si dice, eccomi arrivato a un giro di boa. Sto per lasciare il mondo del lavoro – quello “tradizionale”, quello insomma dove bene o male ti arrivano dei quattrini in tasca – per arrivare a nuovi spazi, spazi aperti su cui poggiare o approfondire impegni forse più pertinenti allo spirito di volontariato che ancora rimane.

E magari anche per scrollarmi di dosso quella specie di pigrizia spesso generata dalla stanchezza interiore dovuta a mansioni non più incanalate sui binari delle mie antiche aspirazioni e competenze. Forse adesso respirerò più sano…

A quarant’anni dall’inizio della mia vita lavorativa, ripropongo quanto scrissi molti anni fa, a memoria delle vicende che mi portarono alla svolta, da studente già appassionato di tecnologia, a pioniere – in un certo senso – delle apparecchiature e del software per microprocessori.

Buona lettura!

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Parlando di Europa

A margine della serie di incontri programmati durante la campagna elettorale di Guido Sacconi candidato sindaco di Vaglia, ecco un video interessante.

Perché a dispetto di quel che è stato l’argomento clou nelle elezioni al Parlamento europeo dei giorni scorsi, avere un’Europa unita – pur con le sue imperfezioni e contraddizioni – è e rimane una garanzia. Una garanzia di pace (settant’anni di assenza di guerre tra i nostri Paesi già ha fatto di noi un’isola quasi felice nello scenario mondiale!) ma che porta anche altri vantaggi a cui pochi pensano: l’apertura delle frontiere, la moneta unica, la possibilità di libera circolazione delle merci e delle persone.

Ricordo com’era stata l’inflazione nei decenni passati quando avevamo ancora le lire in tasca, e parlo di numeri a due cifre! E se si è accusata poi la moneta unica ad avere provocato presto un dimezzamento del potere di acquisto, facendo invece un po’ di conti e ragionando sul rapporto ufficiale di 1936,27 lire per ogni euro, mi dà l’idea che non sia stata la moneta unica a farlo crollare ma una sorta di “arrotondamento” che già da subito il mondo del commercio ha in un certo senso adottato, un euro mille lire e così sia…

Non so se i sovranisti nostrani e di altre nazioni del continente abbiano valutato tutto questo. Ma una sottile insinuazione s’intrufola adesso nella mia mente: che la spinta alla disgregazione non sia in qualche modo suggerita o almeno presa in simpatia dai Grandi del Mondo?

Come si diceva? ah, “Divide et impera”. E buonanotte all’Europa continente forte in mezzo ai due (o tre) blocchi di potere in questo mondo in balia della tempesta.


Ed ecco il video. Interventi di Guido Sacconi candidato sindaco di Vaglia; Vannino Chiti ex Presidente della Commissione parlamentare Politiche EU; Fiammetta Capirossi Consigliera regionale Commissione istituzionale per le politiche europee.

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Ritratti di donne

Da Marzia Schenetti, storie di donne – dallo spettacolo civile alla testimonianza scritta. E una campagna di sottoscrizione per far nascere questo suo libro

Dall’amica Gulala ricevo questo annuncio via Whatsapp. La scrittrice e artista Marzia Schenetti ha appena avviato un progetto per la pubblicazione del suo ultimo lavoro, che – qui da lei descritto – “racchiude  il mio percorso di questi ultimi anni, alla ricerca di storie di donne che rappresentano, seppure in diversi periodi storici, e in diversi contesti sociali, caratteristiche quali, il coraggio, la ribellione, la giustizia, il sacrificio, la forza, la resistenza e la resilienza, delle donne.”

Anche la storia di Gulala Salih è lì raccontata; rappresentante dell’Associazione Kurdistan Save the Children in Italia, ha mostrato sempre la sua forza e il suo impegno sia nel suo passato combattente che come ponte adesso tra la terra delle sue origini, il Kurdistan iracheno, e diverse iniziative che nel nostro Paese si intraprendono. E’ così venuto spontaneo, per me, il volere appoggiare e divulgare questa campagna, sperando che possa trovare vivaci sostenitori in questo passaparola telematico e non.

Nella pagina del sito di crowfunding “Produzionidalbasso” a lei dedicata la descrizione dell’opera è precisa e dettagliata. “In questi anni ho incontrato partigiane, antifasciste, ho incontrato lavoratrici, disoccupate, vittime di violenza e donne in carcere, vittime di mafia e combattenti contemporanee, ho incontrato donne semplici e donne difficili, ma le ho incontrate per merito di altre donne” e quindi il lavoro dell’opera s’è svolto via via a più mani col contributo di tante persone che l’hanno aiutata nella ricerca.

Varie tematiche riuniscono la raccolta delle testimonianze, Donne e lavoro, Donne e resistenza, Donne e coraggio. Un lavoro che trae le sue origini dall’omonimo spettacolo civile realizzato lo scorso anno e promosso da diverse organizzazioni e associazioni – CGIL, ANPI e altre. Adesso questa impronta scritta può diventare ancora di più veicolo di riflessione, “non solo un documento importante di memorie, ma anche quel filo rosso che può permettere ancora oggi di far risaltare la grandiosità della parola ‘relazione'”.

Da promuovere e divulgare!

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Produzione delle armi nucleari. Le aziende coinvolte

ICAN, assieme all’Organizzazione PAX, ogni anno presenta un elenco delle aziende che in vari modi contribuiscono alla produzione di armi nucleari. Un articolo redatto dall’agenzia internazionale Pressenza traduce in italiano questo elenco di industrie “in lista nera” che quest’anno conta 28 aziende, per la maggior parte negli Stati Uniti ma con una presenza ragguardevole anche in Europa (una delle quali risiede nel nostro Paese).

Rimando alla pagina descrittiva nel sito di Pressenza, che porta nei dettagli quanto da esse viene prodotto, in pratica la loro posizione nel coinvolgimento nella filiera del nucleare militare.

C’è da sospirare di sollievo nel vedere che nel nostro Paese vi è solo un’industria coinvolta nel meccanismo degli armamenti atomici? Direi di no! ché anche noi di fatto siamo a contribuire nel processo di ammodernamento di armi atomiche, in questo caso francesi.

Private companies and the nuclear weapons industry

Il report originale

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