Ma quante notizie - e quanti ricordi
By delbia on apr 5, 2010 in Articoli
Pasqua finisce in uno scroscio di pioggia, consumati i consueti riti - cattolici e non - la giornata di oggi rivela un cielo meno plumbeo ma ahimé, a vacanze oramai al photofinish.
Nell’attesa di ripartir per casa, apro il giornale - pardon, la pagina web di un noto quotidiano - e scopro che non è stata festa per tutti (eh sì, Pasqua o giorni feriali, la vita segue pur sempre il suo ciclo). E che diversi personaggi han preso la strada dell’aldilà.
Certo son personaggi illustri, nomi da prima pagina dei quotidiani. Seppur ieri leggendo dell’ennesime morti “bianche” (ma i paramenti a lutto delle cerimonie rimangon dello stesso colore!) oggi un po’ di gossip anche se funereo mi riaccende qualche ricordo.
Edward Roberts, il “padre” per molti (e per lo stesso Bill) del moderno PC, leggo qua che fu studente in medicina un giorno folgorato, come si suol dire, sulla via di Damasco, e passò all’elettronica, intuendo poi che un giorno ciascuno di noi avrebbe avuto un personal computer - ed era l’epoca in cui gli elaboratori eran grossi come una stanza. Il padre dell’Altair, insomma, da cui poi sorsero via via i vari Commodore, Spectrum, Apple e così dicendo.
E guardando la foto della sua creatura, ecco altri ricordi - o com’era simile il front dell’Altair, con le macchine di sviluppo a microprocessore che adoperavo, negli anni 70-80, durante il mio primo impiego! E quanta fatica e neuroni in fumo, per dar vita propria a quegli insiemi di metallo e silicio.
Era un’altra epoca, roba da pionieri si direbbe. Ché i giovani di adesso manco se la possono immaginare…
Dell’altra dipartita non posso dir molto. Sante Licheri era beniamino di tanti, nel suo Forum di Canale 5. Io che con Mediaset ho un continuo rapporto di indifferenza-odio (e tutto per via del suo patron, egoistico accentratore di poteri e voleri assoluti) non è che ho particolari rimpianti - salvo ovviamente l’umana solidarietà per la tristezza di chi lo piange! Ricordo comunque quanto era seguito in casa (seppur non da me) visto il tubo catodico perennemente acceso e sintonizzato sui programmi del biscione.
E per finire, ecco i vent’anni da che Aldo Fabrizi ci salutò. Ecco, lui sì che mi stava simpatico! E leggo ancora della sua passione per la cucina, che ben si sposava con la grande simpatia che mostrava alle sue apparizioni. Anch’egli testimone di un’epoca e di una cultura ahimé difficili da ritrovare.

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