… E si parlava di Delbia Multimedia?
By delbia on gen 17, 2010 in Politica & Sociale
Lui (sì lui, Paolo Attivissimo) sta a Lugano, e non ha niente da temere
Io sto (ancora?) in Italia, e allora mi limito a suggerire il link
Però un commentino, dai, lasciatemelo postare! Ché di questo passo perfino l’innocuo Delbia Multimedia potrebbe finir per chiudere. O no?
Insomma, la storia non la sanno ancora tutti anche se già qualche giorno fa alcuni siti giornalistici o specializzati ne avevano dato un assaggio. Sembra che il progetto di legge da poco in discussione - quello di cui il mese scorso si parlò per via dello “scherzo a SKY” o meglio della disparità di trattamento per IVA e altro, tra le reti video terrestri e quelle satellitari - includerebbe una sezione dedicata alla comunicazione in Internet, imponendo a chi invia immagini o trasmette video in streaming, anche da propri siti web, una normativa equiparata alle emittenti televisive commerciali.
Sembra tutto molto simile a quanto si temette una decina di anni fa, con il progetto di legge Anedda (mai convertito in legge per la caduta dell’allora governo e le nuove elezioni) e con la successiva legge sull’editoria - a cui poi vennero date precisazioni e diversificazioni tra siti informativi e blog (vedi qui per approfondire). Vivremo un altro momento critico della nostra vita di volontari dell’informazione, su cui occorrerà di nuovo mantenersi attenti?
Il nostro Paolo Attivissimo, allora; che sul suo sito “Il Disinformatico“ non lesina critiche e… pernacchie virtuali agli estensori di tale disegno legislativo. Rigettando però l’accusa facile di attentato alla libertà di espressione gridato da esponenti dell’opposizione e ponendo invece la questione in modo molto più semplice, sottolineando cioé l’ignoranza sicura dei legislatori per quanto riguarda le “cose della Rete”…
Il mio pensiero? Basterebbe che fosse veramente applicato, e pensato costantemente nell’intimo di chiunque abbia a che fare con la cosa pubblica e i rapporti tra i cittadini, quanto il solito articolo 21 della Costituzione ci rammenta. Ché a prescindere dalla conoscenza o meno dei meccanismi già da tempo rodati del social networking e dell’espressione in Rete (e non si può pretendere che tutti i parlamentari siano avvezzi a tali nuovi mezzi di comunicazione) la libertà di opinione con ogni mezzo è un bene pubblico che va assolutamente salvaguardato. O no?

Sorry, comments for this entry are closed at this time.