Eventi e silenzi

Quale effetto fa – ovviamente a chi ne sente l’impatto al di là del gossip quotidiano – l’imperversare tumultuoso degli eventi che si susseguono drammatici, a margine di questo Ferragosto assolato? Nel mio raro e prolungato silenzio di questo mese, tanti pensieri son corsi.

E’ stata un’accelerazione di eventi epocali. Le rivoluzioni in Africa – e la guerra in Libia con tutti i suoi strascichi umanitari e disumanitari. La crisi dell’economia globale. L’incapacità da parte nostra, di noi su questa Italietta piccola, di scrollarci di dosso poteri e potenti, marciume e furbizie e disonestà.

Quasi una trama da film horror o perlomeno drammatico di cui ci ritroviamo protagonisti, e di cui non si conosce ancora il finale. E nell’insieme, è un’evoluzione (o rivoluzione?) che sta facendo le sue vittime. Crea molti dubbi. Sconvolge idee e persone assuefatte alla concezione attuale (e materiale) di “crescita”, di “benessere”.

Nel nostro piccolo ci sentiamo legati. Notizie bombardate che stordiscono. Pochi i canali “in positivo” che, invece, propongono. Non certo la TV, magari in Rete è possibile però ritrovarsi. Per scoprire che, pur nella frammentazione di siti e social nets, un popolo “pulito” è ancora presente, e vive, ed è più numeroso di quel che si pensi.

Chissà. Forse occorre abituarsi (riabituarsi?) ad aprire un po’ più gli occhi. Ad allargare lo sguardo oltre l’orizzonte del conosciuto e dell’usabile. E ricordarsi che nulla è definitivo, nulla è statico. E nulla è circoscritto tra gli orizzonti del quotidiano.

Chissà. Sarà tutto questo, forse preludio di quella evoluzione globale già da molti preveduta quale inizio del nuovo corso di un’esistenza umana liberata dai lacci insidiosi dell’avere – e dell’avere a tutti i costi? Perché nonostante tutto – e nonostante le sofferenze di tanti di noi – alla fine ogni crisi porta i suoi frutti.

P.S. Vedi anche: Nel vortice degli eventi

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